Il parco più famoso del Sudafrica è sicuramente (e a buona ragione) il Kruger National Park (ve ne parlo quì e quì) ma ve ne sono molti altri che abbiamo visitato e che ci hanno davvero stupito. La grandezza del primo non viene battuta da nessuno ma, come si dice, nella botte piccola.. quindi vi racconto di tre riserve da game drive, due pubbliche e una privata.

Inizierò chiarendo la distinzione tra le sopraccitate. La riserva privata (lo dice il nome stesso) viene gestita autonomamente; a volte ci sono barriere difensive che ne proteggono il territorio ma ora alcune sono state abbattute per permettere agli animali di migrare e spostarsi più liberamente. Nella riserva privata vi è una conta scrupolosa degli animali e in alcune zone ci sono piccole telecamere che ne segnalano gli spostamenti. Quì trovate anche i lodge lussuosi, le guide sono molto più attente con gli ospiti e il servizio è ‘diverso’; non voglio usare le parole migliore o peggiore ma semplicemente verrete un po’ più coccolati. Noi abbiamo trovato un’offerta da non lasciarti scappare per la piccola Manyoni private game reserve appunto. Ultimo ma non per importanza, quì quasi sicuramente non potrete girare con la vostra auto ma dovrete affidarvi necessariamente ad un game drive gestito dalla riserva a pagamento.

PILANESBERG GAME RESERVE: questa riserva è situata a nord di Johannesburg, quasi al confine con il Botswana. Siete in una zona malaria free quindi può essere adatta anche ai bambini. Il parco non è molto grande ma è molto pacifico. A noi sono piaciuti moltissimo gli hide points che non sono altro che casette recintate da filo spinato da dove è possibile osservare gli animali. Ce ne sono varie disseminate nel parco ed in ognuna abbiamo potuto osservare gli animali nel pieno delle loro ‘faccende’ giornaliere: gli ippopotami junior durante le prove di combattimento e i senior intenti a brucare sulle rive dei laghetti. Branchi di gnu che si mescolavano a zebre, impala e kudu. Moltissime zebre che spuntavano dal nulla così come branchi numerosi di elefanti e, con buona fortuna, anche le leonesse al tramonto. Un fatto ci ha particolarmente colpito: come spesso accade, quando si avvicina l’ora della chiusura dei cancelli, tutti i veicoli si affrettano verso i gates e noi stavamo facendo la stessa cosa. Ad un certo punto abbiamo inchiodato perchè un ippopotamo sulla strada davanti a noi se la stava prendendo con un’altra auto. Non ho fatto in tempo a riprendere tutta la scena con la telecamera ma una lezione l’abbiamo imparata: come dicono i nativi, l’animale più pericoloso d’Africa è proprio l’ippopotamo fuori dall’acqua.

Hippo sul punto di attaccare l’auto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

– MANYONI GAME RESERVE: come anticipato prima, questa riserva privata offre una gran varietà di alloggi, alcuni a prezzi decisamente abbordabili. Noi abbiamo soggiornato presso l’African Spirit Game Lodge e ci siamo trovati molto bene. I game drive proposti vengono eseguiti con una jeep completamente scoperchiata, il che rende più facile l’avvistamento di uccelli e, diciamolo, rende anche più facile fare ottime foto 🙂 In questa riserva siamo stati almeno 40 minuti fermi in contemplazione dei nostri amati gattoni, che erano indecisi se alzarsi e procacciarsi il cibo o se continuare ad oziare sotto le piante. Davvero bellissimi! L’unica cosa negativa di questa riserva è il fatto che non venga proposto un night game drive. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

– PONGOLA GAME RESERVE: vi ho riservato il meglio per ultimo 🙂 Il Pongola è stata una scoperta assolutamente inaspettata. E uso il termine scoperta non a caso! La riserva è in una zona davvero poco toccata dal turismo. Una volta arrivati al Shayamoya lodge, ci siamo trovati davanti uno spettacolo straordinario: una terrazza degna dei migliori resort cinque stelle fronte lago in puro stile africano. Il giorno successivo abbiamo partecipato ad un boat safari con Adrian, un ranger più esperto dei biologi di Discovery channel. Grazie al suo aiuto, siamo riusciti ad avvistare dalla barca due rarissimi rinoceronti neri; ne rimangono solo 3.000 al mondo. Come molti di voi sanno, questo maestoso animale è nelle mire dei bracconieri da diversi anni (aiutiamo a diffondere informazioni in merito a questa pratica che non definirei solo inumana ma fuori da ogni logica globale). Continuando con il tuor, abbiamo potuto osservare varie specie di uccelli, ippopotami e una mamma di rinoceronte bianco con il suo piccolo di soli sei giorni. Ci si è stretto il cuore, mi è scesa una lacrima e siamo tornati a casa con un ricordo davvero indelebile che va oltre il semplice safari… Siamo stati osservatori della vita che nasce e cresce e, in un periodo di forte instabilità dovuto al Covid, era proprio quello di cui avevamo bisogno. 

 

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