Forse dal titolo si può immaginare che il viaggio non sia stato semplice o rilassato. In fondo alla pagina troverete utilissime tips per organizzare tutti i safari che volete. Faccio un passo indietro e vi racconto come è andata.

Dopo aver visto giungle e foreste nel viaggio in Asia, estate 2019, Marco si appassiona così tanto agli animali e agli ambienti wild che chiede a gran voce di visitare l’Africa. Iniziamo quindi la pianificazione di un bel giro tra Sudafrica, Swaziland, parte dello Zimbabwe e Botswana. Le prime prenotazioni vengono fatte a inizio novembre 2019. Le ultime a gennaio 2020. Insomma siamo carichi e quasi pronti per partire… Ma! Il grande Ma del 2020 è stato ed è il maledetto virus che è riuscito in parte o totalmente a fermare letteralmente il Mondo. Durante l’ultima settimana di febbraio si registra il primo caso in Italia e inizia la paranoia generale, la corsa a svaligiare i supermercati stile Walking Dead e l’inevitabile rallentamento degli spostamenti internazionali. 

Il nostro volo era un one stop a Istanbul della Turkish Airlines con arrivo a Johannesburg il 9 marzo 2020. Una settimana prima della partenza (precisamente sabato 29 febbraio) arriva a mezzanotte una e-mail della compagnia che dice chiaramente che ogni collegamento con l’Italia è stato cancellato. Panico! La mattina dopo di buon ora siamo già a Malpensa per chiedere spiegazioni o, più precisamente, per capire come muoverci. Un impiegato Turkish ci prende in simpatia e ci auta ad aprire la pratica di rimborso e poi ci consiglia di prendere al più presto un altro volo.. E così facciamo!

Lunghi sono stati i ragionamenti, le ansie e i ripensamenti; decidiamo comunque di comprare la tratta con Virgin Atlantic, scalo su Londra a una cifra decisamente stracciata (380€ a persona, bagaglio compreso) ma con una piccola modifica: la partenza anticipata a 7 marzo. Questo colpo di genio è stata l’unica cosa che ci ha davvero permesso di partire e goderci la bella Africa. Si, perchè ci siamo imbarcati a Linate (Milano) nel primo pomeriggio del 7 marzo 2020 e il giorno successivo (8 marzo ’20) l’Italia sarebbe entrata in Lockdown.

Il tramonto nella savana

Il volo è calmo ma noi siamo agitati e dormiamo poco. Appena atterrati in terra Sudafricana, facciamo la fila per il visto turistico; sangue gelato, ci provano la temperatura, ancora nessuna connessione telefonica quindi nessuna news.. Tocca a noi e.. stamp!! Il suono del timbro storto che macchia la pagina di fronte del mio passaporto già piuttosto usato è celestiale, ci guadiamo sparanzosi, prendiamo le valigie e siamo liberi! Non scorderò la chiamata fatta ai miei genitori una volta comprata la sim card locale. Mi dissero ‘Susanna, da oggi in Italia non si può più uscire di casa e abbiamo paura’. Eravamo preoccupati anche noi e, in parte ci sentivamo in colpa, ma ormai era fatta e l’unica cosa saggia che potevamo fare era essere accorti ma vivercela!

Il continente africano è immenso e, sbagliando, tanti pensano che un Nazione valga l’altra, più o meno. Cosa più stupida non si può sentire! Noi iniziamo dal Sudafrica, terra immensa e potente e, come scopriremo, notevolmente diversa dagli stati confinanti.La prima cosa che ci colpisce guidando (oltre al volante a destra) è la vastità del suo territorio. Vallate, colline, pianure tutte di dimensioni immense. Le carreggiate sono ampie quasi il doppio delle nostre, lo spartitraffico è una striscia di erba alta quindi guidare è davvero rilassante. 

Lodge a Sandton

La prima notte la passiamo a Johannesburg o, come la chiamano quì, Joburg. Lo slang english/africans a volte non è chiarissimo ma si fanno capire tutti molto bene. Vi assicuro che è una bella comodità andare in un Paese dove parlano fluentemente l’inglese perchè in questo modo abbiamo potuto chiaccherare con tutti e di tutto. La seconda cosa che ci colpisce è l’assetto delle varie zone della ‘finta-capitale’. Tutto è piuttosto ordinato e pulito ma i quartieri residenziali sono protetti da filo spinato e guardie all’ingresso. Le villette, le scuole, le case ‘european style’ hanno il filo elettrificato sul loro perimetro e i lodge o le guethouse hanno un grande cancello chiuso con gabbiotto e guardia. Egli controllerà che abbiate la prenotazione, vi farà firmare e poi vi aprirà le porte. Praticamente ogni alloggio in Sudafrica ha il parcheggio gratuito e anche la colazione è quasi sempre compresa. Passiamo la prima giornata a rilassarci in una bellissima casa nel verde del quartiere di Sandton, a nord del centro e ceniamo nello stesso quartiere che, alla fine, si riduce a qualche palazzo con un grande centro commerciale e ristorantini annessi. L’unica cosa davvero negativa è che non si può andare in giro a piedi gironzolando e scovando magari negozzietti o qualche tavola calda locale. Abbiamo notato infatti che la divisione tra bianchi e neri è ancora presente, purtroppo, quindi in certe zone non è davvero raccomandato addentrarsi. 

I pomeriggi nascosti degli Hide point ad osservare la vita che non si ferma

Il nostro viaggio nella magica terra Sudafricana si compone di Kruger National Park, Pilanesberg game reserve, Pongola game reserve, Manyoni private game reserve, alcuni giorni a Johannesburg ed altri sulla costa dell’oceano indiano all’altezza di Durban

Nei prossimi articoli descriverò questi parchi ed inoltre lo Swaziland, lo Zimbabwe e quel che dovevamo vedere del Botswana. 

Il viaggio si concluderà dopo 20 meravigliosi giorni, con un confine chiuso ahimè e con un ritorno in fretta e furia il 26 marzo, giorno in cui il Sudafrica entrerà in lockdown.

L’insieme di emozioni, agitazione ed incertezza ha contribuito a dar vita ad un viaggio al cardiopalma; quello che però ci faceva sempre tornare il sorriso e la serenità era immergerci nel bush, scovare gli animali, scattare foto favolose e sentirci davvero in sintonia con il Pianeta. Quel Pianeta che si sta ribellando e per il quale dovremmo aver più rispetto.


COME ORGANIZZARE LE VISITE AI PARCHI SUDAFRICANI:

Tenete a mente alcune cose: gli orari africani girano intorno alla luce solare quindi vi sveglierete molto presto ma andrete anche a letto molto presto. 

I parchi organizzano tutti i cosiddètti game drive che sono quelli che noi chiamiamo volgarmente safari. Una jeep e una guida locale vi porteranno ad esplorare le zone del parco e proveranno insieme a voi a scovare gli animali. 

Pro e contro dei Game drive: 

PRO

Anche se vi sentite metà Indiana Jones e metà Mowgli nella giungla non potete competete con i rangers che conoscono a memoria il parco e che spesso sanno già dove trovare gli animali stanziali. Loro vi daranno moltissime nozioni sulla vita nella savana, sulle curiosità riguardanti gli animali, il loro ciclo vitale, le abitudini, le impronte e anche su cosa viene fatto per preservare la specie contro i bracconieri. Più il ranger è bravo, più la vostra esperienza sarà interattiva ed emozionante. Attenzione però che questo non vuol dire che sicuramente avvisterete qualcosa. Di animali ce ne sono tanti ma un po’ tutti puntano subito a vedere i leoni. Le guide lo sanno e si apposteranno nelle zone preferite dai maestosi gattoni. 

Devo avvisarvi anche su un’altra cosa: alcuni parchi consentono di gironzolare con la vostra auto in autonomia, altri no quindi in quel caso sarete obbligati a farvi accompagnare dalle jeep autorizzate.

Un’altro pro assolutamente da citare è che acquistando un game drive sarete condotti anche in zone dove non è possibile circolare con la vostra macchina e direi che questo è un bel plus!

Per finire in alcuni parchi (non in tutti purtroppo) vengono organizzate delle uscite al chiaro di luna per avvistare i predatori e gli animali della notte. Questo lo potrete fare esclusivamente con il tour organizzato dal parco. Io posso dirvi che noi ne abbiamo fatto uno ed è stato a dir poco sensazionale dal momento che abbiamo incontrato sette cuccioli di leone di 5 mesi, stesi in mezzo al sentiero che aspettavano la mamma di ritorno dalla caccia. Fortuna eh? 🙂

CONTRO:

Vi sembrerà un’ovvietà ma l’unico contro è la libertà. Si, perchè se siete con la vostra auto potete fermarvi quanto volete, scendere nelle piazzole di sosta autorizzate a sgranchirvi le gambe, appostarvi per fare 100 foto di seguito e guidare quanto e dove ne avete voglia.

Noi abbiamo fatto avvistamenti clamorosi sia con le guide che da soli quindi a voi la scelta. Io consiglio di fare almeno un paio di game drive con le guide del parco e il resto farlo autonomamente.


Non mi dilungo oltre e vi lascio al racconto e alle foto delle numerose ‘bestiole’ incontrate sul nostro percorso. 

Le zebre voltano spesso le spalle

 

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