Dire che si tratta di un’arcipelago benedetto da madre Natura, secondo me, è quasi riduttivo… Bisogna andare per scoprire cosa riserva questa parte di Mondo, per vedere con i propri occhi quanta bellezza è concentrata di un gruppo di isolette. Il nostro viaggio inzia arrivando a Puerto Pincesa in aereo da Cebu. Va detto che i trasporti non sono facilissimi e agevoli e spesso si perdono quasi intere giornate per andare da una parte all’altra dell’isola; d’altronde la strada è una e la carreggiata è spesso trafficata.

SABANG

Per raggiungere la nostra prima tappa, bisogna prendere un transfer per la durata di circa 2 ore dall’aeroporto che ci lascerà in centro cittadina. In questo piccolo polo turistico ben organizzato con strutture di tutto rispetto, lo scorrere della vita non si preoccupa ancora del turismo di massa, per fortuna! Le persone del paese sono molto cordiali e, come sempre, i bambini sorridenti. Ho scelto di venire quì per esplorare una delle 7 meraviglie del Mondo Naturale: l’Underground River. Dopo un breve tratto via mare, si arriva su questa spiaggia assolata; tenete gli occhi aperti perchè con un po’ di fortuna potrete incontrare i pacifici e sinuosi varani. Sono gli stessi che vedete in tutto il sud east Asiatico e quì girano indisturbati tra mangorvie e alberi. Le escursioni al fiume nascosto vengono fatte in maniera programmatica quindi assicuratevi che ci sia ancora disponibilità di posti, perchè l’accesso viene consentito a un numero limitato di persone al giorno, proprio per preservare la purezza e bellezza del luogo.

Lo spettacolo che vi attende è magnifico e l’acqua è di un color azzurro diamantato.

Dopo esser stati dotati dell’equipaggiamento necessario, siamo stati trasportati con piccole barche a remi dentro la grotta. Ci sono piccoli pipistrellini appesi alle pareti e le guide vi faranno notare le formazioni calcaree di milioni di anni. Il giro non dura più di mezzora e al suo termine potrete scegliere se tornare alla base con una barca oppure tramite un percorso di 5 km nella giungla. Secondo voi qual è stata la mia scelta? Let’s go into the Jungle! Una guida (prenotata nei giorni precedenti) ci ha condotto tramite un percoso segnalato fatto da numerosi gradini di legno per salire ed addentrarci nel folto della foresta. Purtroppo le scimmie erano ben nascoste e non siamo riusciti a fare la loro conoscenza. Al termine del percorso si arriva in spiaggia per un meritato bagno rigenerante.

Saabang offre anche una zip line sul mare e alcuni bei ristorantini. Noi abbiamo scelto uno dei migliori, il Pawikan: bellissima location e ottimo cibo sia filippino che internazionale, prezzo decisamente sopra la media filippina ma per questa sera ne valeva davvero la pena!

 

 

 

EL NIDO

Spostiamoci ora a El Nido, la meta forse più rinnomata delle Filippine. Per raggiungerla, come detto sopra, esiste solo una strada, quindi armatevi di pazienza perchè da Sabang ci metterete circa 5 ore.

El Nido ha subito una crescita turistica repentina e per questo motivo le costruzioni sono un po’ arrangiate alla meno peggio. Il paesino è abbastanza caotico ma non sono state costruite oscenità in riva al mare, per fortuna. Le abitazioni sono basse e i ristoranti più carini sono proprio in riva al mare. La località è gentilmente abbracciata da montagne calcaree imponenti che ricordavo, per l’appunto, un nido. Il vero motivo, però, per cui si viene a El Nido è per godere della antistante baia di Bacuit. Per fare ciò potete partecipare a una delle tante escursioni che vengono proposte, ci sono 4 diversi itinerari disponibili.. dovete solo scegliere la zostra zona preferita. Io ho optato per il primo giorno per l’escursione alle magiche lagune. si vanno a visitare la small, la big e la secret lagoon e un paio di spiegge molto belle.

L’acqua è cristallina, il cocco è sempre fresco e la sabbia è bianco avorio.. che altro si può volere?

In una di queste tappe vi verrà servito anche il pranzo sulla spiaggia, a base di carne, pesce, verdure miste e riso. In alcune zone potrete noleggiare il kayak e divertirvi nelle insenature.

Al termine della giornata si arriva sulla spiaggia di 7 Commandos per godersi un drink con i piedi nella sabbia. La zona è movimentata con musica e, con un po’ di coraggio, potrete fare come i bimbi della zona e lanciarvi con l’altalena dall’albero.

Il giorno seguente abbiamo optato per l’escursione che comprendeva il Matinloc Srine, Elicopter island e altre bellissime spiagge.

Le guide vi porteranno anche in zone particolarmente ricche di flora e fauna sottomarina.. perdetevi tra coralli, tartarughe e pesci colorati.

Per quanto riguarda ristoranti e bar, El Nido è abbastanza fornita ma ancora non a livelli ottimi per andare incontro a tutti i gusti. Noi abbiamo provato una volta l’art cafè e posso dire che far cucina internazionale non è il loro forte, però c’è ha terrazzo carino.  Abbiamo trovato ottimo, invece il Jarace restaurant, un posticino in riva al mare dove potrete scegliere da soli quale e quanto pesce farvi cuocere alla griglia. C’è una vasta scelta di granchi, vongole giganti, cozze asiatiche, ricci di mare, aragoste e gamberi enormi. Riso, birra e piedi nella sabbia alla modica cifra di 14€ a persona. Per bere qualcosa o fare l’aperitivo io vi consiglio l’Happiness Beach Bar: molto social e con un personale giovane e simpatico. Davanti a questo ultimo bar c’è anche un centro massaggio con vista mare. Per le nottate più movimentate, vi troverete sicuramente bene al Sava beach bar. Infine, per godere di un tramonto tra i più belli della mia vita, dovrete spostarvi leggermente a sud di El Nido con un trycicle che in soli 3 minuti vi porterà verso le spiagge di Corong Corong e precisamente al Republica Sunset bar… lo spettacolo sarà incredibile!

Per tutte le foto di questa prima parte dell’arcipelago di Palawan, clicca quì.

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