Sveglia! E’ ‘già’ mezzanotte! Ma dai che è ancora buio… Eh no caspita, è ora! La nostra guida (ciao Joe) è già pronta, sorridente e per nulla assonnato e ci invita a salire sul pulmino che ci condurrà fino alle pendici del Kawah Ijen (kawah in Bahasa indonesiano vuol dire cratere). Da lì partirà la nostra avventura per poter godere di uno spettacolo unico al mondo, il blue fire e, in seguito, della esuberante alba sul vulcano Ijen. Se pensiate che sia troppo poetica, mettetevi alla prova anche voi e vedrete che spettacolo vi aspetta!

COME ARRIVARE: come per il Monte Bromo (trovare tutte le informazioni quì), arrivare al Monte Ijen non è semplicissimo. Sia che giungiate da Bali (est) o da Surabaya/Malang/Probolinggo (ovest), la città in cui potete fare pit stop è Banyuwangi. Si tratta di un paese non troppo piccolo che si affaccia quasi sul mare, dove troverete le guide e l’equipaggiamento necessario per scalare il Vulcano. In questa foto vedete la coloratissima moschea del paese e il ragazzi che giocano a pallone per strada 🙂

Potete fare tutto in completa autonomia ma io non ve lo consiglio, perchè dovreste noleggiare un’auto privata (a quell’ora di notte non ci sono bus o mezzi pubblici che si arrampicano sulla montagna) e comprare le maschere per proteggervi dal gas di zolfo che in certi momenti brucia davvero molto in gola e fa lacrimare parecchio gli occhi.RICORDA: portatevi sempre qualcosa di caldo; passerete la notte sul vulcano, che ha un’altitudine di 2799m e a quest’altezza la temperatura non è affatto mite. Il mio consiglio è: un paio di maglie e una giacca sopra (non serve una termica da montagna ma un indumento che noi mettiamo nel periodo ottobre/novembre), dei pantaloni comodi, una sciarpina o foulard per proteggervi dai vapori di zolfo e un paio di scarpe da trekking. 


PERCORSO: inizierete il percorso insieme a molta gente, anche se andate fuori stagione; questo appunto per l’unicità del fenomeno naturale che avviene quì. Il Blu fire non è altro che gas ricco di zolfo che si sprigiona dalle fessure del terreno; esso, a contatto con l’aria e nel buio totale, assume una colorazione azzurro fluorescente, simile a quella che esce dai nostri fornelli. Questo straordinario evento lo possiamo osservare quì e, in maniera meno evidente, anche in Islanda. Ci tengo a precisare che, se per noi è motivo di visita nel nostro percorso Indonesiano, questo è luogo di lavoro di tantissimi minatori che ogni notte fanno un paio di viaggi su e giù dal pendio per trasportare il sopracitato zolfo. Essi si coprono naso e bocca solo con un semplice foulard e sostengono un peso di 60/80kg. Il lavoro è faticoso e usurante, per questo vi ricordo di dargli sempre la massima precedenza nel percorso, proprio per agevolargli il tragitto.

La camminata parte all’1.30 circa e finisce dopo un paio d’ore. Vi ritroverete proprio sopra alla bocca del Vulcano. Io sono stata un po’ sfortunata perchè qualche mese prima si era verificato un incidente che coinvolgeva dei minatori. Il governo dell’Indonesia decise quindi di chiudere la discesa nel cratere ai visitatori e, per questo motivo, potei osservare il blu fire solo a distanza (periodo maggio-giugno 2017). Lo spettacolo rimase favoloso!Dopo esservi presi il vostro tempo e la vostra soddisfazione, vedrete il gruppo dirigersi più su, verso un sentiero molto meno faticoso del precedente che segue il crinale della montagna. In un’ora circa vi troverete sulla cima. Quì dovrete solo avere un po’ di pazienza e aspettare l’alba, che si rivelerà fantastica. Scoprirete così che il vulcano racchiude un lago acido dal color turchese intenso, che si contrappone al bianco dei fumi al giallo neon dello zolfo. Godetevi ogni singolo istante…

Quando il sole sarà già sorto del tutto e l’aria inizierà a farsi più tiepida, potrete iniziare la discesa. Vi stupirete di quanta strada avete fatto con le vostre sole forze nella buia notte.. La soddisfazione sarà immensa e porterete con voi un’esperienza più unica che rara.

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