RAJA AMPAT, COLLANE DI ISOLE EQUATORIALI BENEDETTE DALLA NATURA

Ebbene si, posso orgogliosamente dire di essere una delle poche ad essere stata in questo arcipegalo sperduto, incontaminato e assai difficile da raggiungere. L’isola di Papua si divide in Papua Guinea e Papua Indonesiana. Concentriamoci sulla seconda. Quì abbiamo una parte continentale e una parte insulare che letteralemente vi lascerà a bocca aperta. Io stessa, loquace di natura, ero allibita da cosa mi si presentava davanti: una grandinata di isole vergini ricorperte da una giungla verde fluo, contornate da anelli di acqua smeraldo che degrada verso il blu con la barriera corallina più interessante del pianeta, in quanto quì riside il 75% delle specie di corallo conosciute al mondo. Ecco a voi il Paradiso!

Come arrivare: Non è facile, nè comodo, nè veloce, nè economico… ve lo dico subito. Volate in Indonesia ovviamente e da lì prendete un volo per Sorong (non ci sono lowcost quindi economici non saranno mai). Questa città è sull’isola di Papua. Da lì dovrete spostarvi verso il porto e quì vi do 2 tips: arrivate con già i soldi cambiati in Rupie Indonesiane in quanto all’aeroporto non c’è il change. Non hanno neppure wifi e non parlano quasi per niente inglese quindi sarebbe difficile farsi portare a una banca. Seconda cosa: state attenti! La gente è particolamente interessata agli stranieri, forse non ne vedono molti, quindi potrà capirtarvi che vi stiano attorno incuriositi. Non spaventatevi e fate un bel sorriso come sempre! Taxi per l’imbarcadero. Da quì prendete la barca per Waisai (ce ne sono 2 al giorno, una la mattina, una il primo pomeriggio). Ci metterete circa 2/3 ore (dipende dal mare e da quanto sono in orario). Una volta arrivati vi inviteranno a un desk dove dovrete obbligatoriamente pagare la tassa d’ingresso di Raja Ampat che ammonta a 1.000.000 IDR (circa 70 euro). Da quì dovete esser d’accordo con la vostra guesthouse per lo spostamento all’isola da voi prescelta.

2 Cenni geografici: ci troviamo a cavallo dell’Equatore, con un clima costantemente caldo e umido. Le zone principali dell’arcipelago sono Waigeo, Batanta, Misool e Salawati, che a loro volta hanno al loro interno centinaia di isole minori con caratteristiche morfologiche piuttosto simili tra loro.

Io ho scelto l’isola di Kri, medio piccola ma con parecchie guesthouse e ottimo punto per escursioni in quanto si trova diciamo un po’ in mezzo alla zona interessante dell’arcipelago davanti a Waisai. Quì troverete questo scenario: un’isola incontaminata dove regna da sempre solo la Natura. L’unico tocco dato dall’uomo sono i bungalows sulla spiaggia od overwater. Quindi aspettatevi di essere lasciati su un’isola paradisiaca, senza acqua corrente, senza doccia, senza corrente elettrica, senza bagno, senza nessun genere di ristorante o simile e senza un posto dove comprare neanche una bottiglietta d’acqua. Siete solo voi, cielo, mare e giungla. Questo ovviamente comporta un spirito di adattamento elevato e una buona capacità fisica per immersioni, snorkeling e trekking.

Dalle prime luci dell’alba arriveranno a riva gli squaletti baby a darvi il buongiorno e se vi allontanate appena 10 metri dalla spiaggia inizierete a vedere ad occhio nudo quale splendido scenario avete sotto di voi: pesci di ogni tipo, prati di stelle marine blu e rosse, coralli variopinti, piante marine e tartarughe. Se poi fate diving o semplicemente se siete molto fortunati troverete le mante giganti, squaletti e pesci molto più grandi. Insomma, se siete appassionati come me potrete davvero dire di aver trovato il Paradiso!

 

Share: