Bali la definirei un’isola variegata, a tratti bellissima e a tratti consumata. La prima perchè ha una cultura, dei panorami, dei luoghi di culto e una vegetazione da togliere il fiato; la seconda perchè l’attaccamento al Dollaro, il traffico e la poca cura dell’ambiente l’hanno resa, in alcune zone, altamente da evitare.  Io ho potuto vederne entrambe le facce e vi racconterò i suoi pregi e difetti, le sue meraviglie e le sue stonature. Non andate in Indonesia solo per Bali ma non andate via dal Paese senza averla visitata, perchè il suo mix di tradizioni, cucina e popolo vi lasceranno un ricordo indelebile..e come si dice: gli Dei presero casa a Bali 🙂

COME ARRIVARE: raggiungere Bali è semplicissimo ovunque vi troviate. I voli sono numerosi e l’unico aeroporto dell’isola è Denpasar. Non ci sono trasporti pubblici affidabili quindi dovrete affidarvi a tour organizzati o a noleggio auto/moto. Le strade sono trafficatissime e ci potrebbero volere ore per percorrere piccoli tratti di strada; per questo motivo vi consiglio gli sposatmenti in motorino.

  • KUTA E SEMINYAK: non proverò ad essere policitally correct e vi dico subito di non andare a Kuta! Questa è la parte peggiore di Bali: turisticamente strasfruttata, piena di ragazzotti australiani ed europei sempre piuttosto ubriachi, negozi che cercano solo profitto a scapito di tradizioni e spiritualità, gente piuttosto invadente e strutture commerciali davvero poco autentiche. A salvare la località, vi è un longomare davvero pazzesco, dove spesso la gente di ritrova a giocare e surfare. Vi metto in guardia perchè, proprio la sera del mio arrivo, sono stata scippata per strada, in una traversa dell’arteria cittadina principale. Soprattutto durante la notte si aggirano gruppi di ladruncoli in motorino che aspettano solo che un turista faccia un passo sbagliato per prendersene gioco. La polizia non vi aiuta sssolutamente e ho incontrato così tante relatà come la mia da pensare che ci sia una vera e propria organizzazione criminale ma che nessuno faccia niente per fermarli o migliorare le cose.A Seminyak invece le cose vanno meglio: i bar sono dei colorati pouf sulla spiaggia con musica live, le residenze sono molto più eleganti e per le strade si respira un’aria più rilassata.
  • JIMBARAN: quì si vede la vera vita balneare di Bali. La spiaggia è tranquilla e costellata di resort silenziosi e il mercato cittadino è qualcosa che davvero vale la pena vedere. Fate come me: andateci verso le 17.00 quando non è ancora tramontato il sole ma le imbarcazioni per la pesca sono già tornate a riva. Ci vuole un po’ di coraggio all’inizio, per via dell’odore e degli scarti del pesce buttati anche per terra ma non desistite! Comprate quello che preferite, contrattando come sempre. Quì è tutto fresco e la scelta è molto vasta: gamberi di ogni misura e tipo, cernie, tonni e pesci di cui non vi saprei indicare il nome. Una volta soddisfatti con i vostri sacchetti in mano, troverete ad aspettarvi fuori vari ristorantini che vi cucineranno il pesce sulla brace ad un prezzo irrisorio (parlo di 1/2€ al kg).   I luoghi che vi consiglio caldamente di visitare sono il tempio Uluwatu verso il tardo pomeriggio, il Pura Ulun Danu Batur e tutta la zona vulcanica circostante e il Tanah lot che a seconda delle maree è collegato o meno alla terra ferma. Come già vi dicevo però la vera anima di Bali è a Ubud e potete leggerne quì.
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