Durante la programmazione del nostro giro di Sudafrica e dintorni 2020 non ci siamo dimenticati dei più ‘piccoli’ e abbiamo rivolto l’attenzione a una delle due enclave di questo territorio: lo Swaziland o, come viene definito da 3 anni a questa parte, regno di eSwatini. La capitale è Mbabane ma tutti vi diranno che la città principale è Manzini ed è proprio da lì che inizia la nostra visita. Arriviamo a metà mattina, dogana, controllo temperatura, qualche foglio da firmare per verificare che non avessimo sintomi riconducibili al covid (era marzo 2020 e ancora non era così grave la situazione mondiale), pass per auto con piccola tassa, timbro e si va.

COSA VEDERE: MANZINI E DINTORNI

A prima vista il territorio è verdissimo.. sembra quasi Irlandese. Colline, qualche animale al pascolo e molta serenità. La città di Manzini è composta da una strada principale con due perpendicolari che la attraversano; un piccolo mercato, qualche negozio di cineserie (si, anche quì!) e due ristoranti. Stop! La città principale del paese è questa. Ci divertiamo comunque a camminare su e giù, vediamo i bimbi uscire da scuola tutti in uniforme colorata e ci fermiamo ad ascoltare dei musicisti di strada, che ovviamente hanno il ritmo nel sangue. Pranzo veloce da Nando’s (solo quello c’era), ci rimettiamo in marcia e siamo pronti per raggiungere un luogo davvero magico che ci ha fatto dimenticare tutto e tutti. 

Nella zona di Luve abbiamo preso in affitto una casa immersa in una piccola riserva senza predatori. Noi, le zebre al mattino a bordo piscina (non sto scherzando!) e la natura. Non ci serviva altro per essere felici e in pace con il mondo.

Ambientarsi in Africa non è subito semplice ma, complice la bellezza del luogo, non ci è voluto molto per capire che da lì a breve saremmo stati contagiati dal famoso malanno incurabile: il Mal d’Africa.

Dopo una cena home made e una notte passata ad ascoltare i tanti suoni provenienti dall’esterno, mi sveglio che è quasi l’alba, mi affaccio alla finestra e chi trovo che gironzolava vicino al nostro portico? Quattro zebre intente a brucare. Al primo micro rumore questo animale scappa ma posso dire di aver avuto le zebre in casa 🙂

Lasciamo a malincuore questo bucolico angolo di mondo per dirigerci verso la nostra prima vera riserva africana.

 COSA VEDERE: HLANE NATIONAL PARK

Il regno di eSwatini conta tre riserve principali (tutte gestite dallo stesso ente) che sono Hlane (zona est), Mkhaya game reserve (zona sud) e Mlilwane wildlife sanctuary (zona ovest). Noi abbiamo scelto la prima perchè è la più grande e ci affascinava molto l’idea di un camp con vicina pozza d’acqua per gli animali per abbeverarsi. Ma la cosa che ci ha fatto propendere per questa scelta è il mood che questa struttura ha voluto conservare: tutti gli hut sono immersi in un giardino popolato da decine di animali che gironzolano indisturbati (e io che pensavo che avrei visto solo zebre dal davanzale!) e, udite udite, niente illuminazione artificiale nè wifi nelle camere! Ogni sera, il personale passa al illuminare il tuo alloggio con delle lampade ad olio ed il percorso per il ristorante è segnalato da fiaccole che accendono dopo il tramonto.. Abbiamo trovato il tutto molto suggestivo e davvero ben fatto.

La pozza d’acqua davanti ai lodge

Ma veniamo alla parte più importante: gli animali! Sarà perchè era il primo safari della nostra vita o sarà perchè effettivamente nel parco c’è la possibilità di avvistare davvero tante specie ma l’emozione è stata enorme! Dopo 5 minuti di game drive (5 di numero) una mamma rinoceronte con cucciolo ci attraversano la strada. Dopo poco sono sbucati kudu, impala, zebre, antilopi e altri rinoceronti. La mia nuova Sony scattava all’impazzata, zoom in, zoom out e click.

Era quasi il tramonto, l’aria era calda, tutto si stava colorando di rosso ed ecco che sbuca un elefante solitario. Le rughe della sua pelle sembrano disegni di pittura astratta e i suoi passi sono così silenziosi che non si riesce a credere che questi animali possano arrivare a pesare 6000 kg. 

E quando sembrava che la giornata non potesse andare meglio sbuca lei, la vera regina della savana (se sono di parte ditemelo ma ho sempre trovato più accattivante e seducente la leonessa rispetto al leone). Si intravede nell’erba alta, nulla distoglie la sua attenzione e va incontro al maschio per dirgliene letteralmente quattro, dato che inizia una piccola rissa tra i due. Noi siamo a bordo della jeep e non sappiamo più se stare in silenzio a guardare o riprendere la scena.

 

 

 

 

 

 

Per oggi ci riteniamo davvero soddisfatti e torniamo così al camp ignari che il giorno successivo le emozioni sarebbero triplicate!
Per scoprire come stare a pochi passi da un rinoceronte bianco, leggi quì.

Se invece vuoi sapere di più sulla nostra esperienza africana, continua a leggere quì.

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